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Vita con il Master

D. nn vedeva l'ora di arrivare....le sembrava che il treno andasse lentissimo..che il tempo che intervallava le stazioni nn passasse mai...poi..finalmente...Piramide...aveva il cuore in gola quando scese dal treno...le succedeva sempre..e pensare che questo sarebbe stato il quarto incontro con il suo Master...l'aveva conosciuto nel forum che praticava assiduamente e di cui era quasi diventata un'icona...Lui si era da subito dimostrato gentile ma fermo di carattere....due qualità che D. aveva da sempre apprezzato in un uomo...D. guardò l'orologio...ora il tempo sembrava volare...e più si avvicinava il momento dell'incontro e più in D. aumentava quel senso di ansia che le prendeva ogni volta...e come la volta precedente lei aveva obbedito al suo ordine...venire senza indossare l'intimo di sotto...e come la volta precedente D. aveva provato imbarazzo nell'obbedire...in cuor suo temeva che una folata di vento alquanto biricchina le sollevasse all'improvviso la gonna...scoprendo le sue gambe adornate da calze e reggicalze...scoprendo il suo fondoschiena ampio e tornito alla vista della gente che le stava intorno...che avrebbero pensato ..si chiedeva imbarazzata...vedendola così...con il fondoschiena esposto...senza difese...no...nn poteva pensarci...si vergognava troppo...
Quando arrivò sul luogo dell'incontro il Master le aprì la porta e la fece accomodare...era sempre cortese e gentile nell'accoglierla..a D. piaceva e la faceva sentire a suo agio...la aiutò a togliersi il cappotto...dopodochè..sempre gentilmente la invitò a piegarsi sul tavolo...voleva sincerarsi che D. avesse fatto ciò che lui gli aveva ordinato...e vedendo che aveva obbedito ne fu contento...la prese per mano e la condusse al centro della stanza ..dove vi era posizionata una sedia...si sedette...D. rimase in piedi..davanti a lui...il Master con tono dolce e severo al tempo stesso le chiese il motivo per il quale lei si trovasse lì...D. rispose ...abbassando lo sguardo..che si trovava lì per essere punita...il Master annuì...concludendo che lei si trovava lì per le sue mancanze ..da lei stessa ammesse...quindi le prese la mano...la attirò a se e la iutò a coricarsi sulle sue ginocchia...
Per un po' le accarezzò le natiche ..ancora ricoperte dalla gonna...lo faceva sempre..prima di una sessione...e lo faceva con garbo e tenerezza...poi la sua mano alzò la morbida stoffa...la danza stava per cominciare....
La sua mano cominciò a colpire le ancor candide rotondità...da prima piano..poi sempre più forte...D. cominciava a far sentire i suoi gemiti...il bruciore cominciava a farsi sentire ...e il suo fondoschiena cominciava a colorarsi...D. si sentiva piccola...vulnerabile..indifesa...ogni sculacciata che riceveva era per lei un atto d'amore che il suo Master aveva per lei...e lei si cullava di questo dolore..di questo amore...
Il Master smise di sculacciarla con la mano...la aiutò ad alzarsi e la invitò a togliersi la gonna...dopodichè le riprese la mano e la condusse al divano lì vicino...dove vi erano dei cuscini...ve la fece adagiare sopra...D...mezza nuda..con il fondoschiena già rosso e caldo...rialzato dai cuscini rispetto al resto del corpo...si sentiva più che mai esposta...il sordo giuzzo della cintura la fece sobbalzare...conosceva i baci roventi dela pelle...ma il suo sguardo implorante non mosse a compassione il Master che fece cadere sul caldo fondoschiena di D. la cintura con colpi secchi e decisi...mentre D. riprendeva a gemere per ogni colpo subito...
Non furono tanti...ma abbastanza per arrossare e segnare ancora di più la pelle di D....aumentando il bruciore ed il dolore che già provava.

Il Master posò la cintura e prese il flaconcino di doposole che aveva posato sul tavolo...lo aprì...mise un po' di doposole su una mano e con delicatezza lo spalmò sul fondoschiena di D. distribuendolo equamente su entrambi gli emisferi caldi ed arrossati...il refrigerio per D. fu quasi istantaneo...e come sempre accadeva in questi momenti di pausa ..fra uno stumento e l'altro..si sentiva grata al suo Master di così tanta cura aveva nei suoi confronti sia nell'educarla severamente sia nel confortarla nell'alleviarle il bruciore...ma sapeva che non era finita...
Pochi minuti e il Master ordinò a D. di inginocchiarsi sul divano...ora toccava alla spazzola che D. stessa veva portato ...obbedendo ad un suo ordine...il Master prese la spazzola...la fece vedere a D...avvertendola che adesso sì..avrebbe sentito dolore...e che avrebbe dovuto contare i colpi...D. fece segno di sì con la testa ed aspettò...non dovette attendere a lungo e la larga ...la cattiva...la dolorosa spazzola di legno non smentì le aspettative di D. che ad ogni colpo di spazzola sentiva il suo fiato spezzarglisi in gola...sentiva il suo corpo sussultare...un bruciore intenso salirle dalle natiche al cervello...poi il nulla...un'ultima pausa...prima del gran finale...e D. chiese a se stessa se questa volta sarebbe riuscita a piangere...
Ora il Master l'aveva fatta sdraiare nuovamente sulle sue ginocchia...ma non per sculacciarla..ma per massaggiarle ancora una volta le natiche con il doposole...il loro rossore era intenso..ed il calore che emanavano si sentiva nell'aria...per D. altri attimi di spasmodica attesa prima di godere il massimo della sua punizione...prima di salire l'ultimo gradino che l'avrebbe portata in Paradiso...
La fece alzare e le ordinò di piegarsi e poggiare le mani sui braccioli della poltrona...ecco..pensò D. è giunto il momento tanto atteso...il tuffo nell'abbisso del piacere e del dolore da lei tanto agoniato...mentre la lunga riga di legno faceva la sua trionfale comparsa...sarebbe stata lei l'artefice della sua resa incondizionata? Sarebbe stata lei a far sì che quell'ansia e quell'insoddisfazione..pesanti come macigni si sciogliessero facendo sì che postesse sfogarsi finalmente in un tanto agoniato pianto liberatorio? D. non lo sapeva..ma l'avrebbe saputo.
Il Master e la lunga riga non le fecero sconti...il dolore ed il bruciore che D. provò sotto i colpi secchi..duri..della riga...le fecero cadere ogni barriera di orgoglio ...i suoi occhi si riempirono di lacrime e cominciò a singhiozzare...riuscì solo a sussurrare
Ora D. era per strada..stava tornando a casa...il fondoschiena le bruciava...sul treno cercava di non far intuire agli altri passeggeri il fastidio che le procurava stare seduta sul duro sedile...ma si sentiva felice..orgogliosa si sentirsi così...di essere stata oggetto delle cure del suo Master...il suo cuore..la sua anima erano beati...su una nuvoletta color lampone.

Dolly c.r.